Il settore del Trasporto Pubblico Locale sta vivendo una profonda trasformazione, non solo tecnologica, ma soprattutto culturale. In questo contesto, ATV (Azienda Trasporti Verona) ha segnato un passo decisivo nel suo percorso di modernizzazione delle risorse umane, ottenendo la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, rilasciata dall’ente internazionale DNV.
Non si tratta di un semplice riconoscimento formale, ma della testimonianza di un impegno quotidiano per abbattere gli stereotipi e garantire che merito e professionalità siano gli unici criteri di valutazione all'interno dell'azienda.
Storicamente, il mondo dei trasporti è stato percepito come un ambiente prettamente maschile. Per ATV, investire nella parità di genere significa invertire questa tendenza per attrarre i migliori talenti e favorire una leadership femminile anche in ruoli tecnici e decisionali.
Come sottolineato da Massimo Bettarello, Amministratore Delegato di ATV, l'obiettivo è costruire una cultura dove "il merito non ha genere". Bettarello evidenzia come le certificazioni non debbano essere semplici "timbri", ma segnali concreti per far crescere l'azienda e chiarire ai collaboratori i valori fondamentali dell'organizzazione, tra cui l'equilibrio retributivo e quello tra lavoro e vita privata.
L’impegno di ATV si riflette nei dati, che mostrano un trend in netta evoluzione rispetto al passato:
• personale di guida: attualmente, su 520 autisti, 27 sono donne. Sebbene rappresentino circa il 5% del totale, questo numero è più che raddoppiato rispetto a dieci anni fa;
• personale d'ufficio: qui la presenza femminile si attesta al 22%;
• ruoli di responsabilità: il dato più significativo riguarda i "quadri", dove le donne rappresentano ben il 65%, contro il 35% della componente maschile.
Il Presidente di ATV, Giuseppe Mazza, definisce questa certificazione come l'applicazione pratica del Codice Etico aziendale. La politica di "tolleranza zero" verso ogni forma di discriminazione si affianca a percorsi formativi specifici, pensati per rendere tutto il personale consapevole dei meccanismi mentali che generano pregiudizi inconsapevoli.
Il percorso virtuoso di ATV è stato accolto con favore anche dal Comune di Verona. La Vicesindaca Barbara Bissoli ha ricordato come l'ottenimento della certificazione richieda un'analisi su sei ambiti specifici, inclusa l'equità retributiva, un tema su cui l'Italia ha ancora molto da lavorare. Anche Beatrice Verzè, consigliera delegata alle Pari Opportunità, ha evidenziato l'importanza di questi "tasselli" per comporre un mosaico di inclusione, in un Paese dove il 70% delle lavoratrici è costretto al part-time per conciliare vita e lavoro.
Infine, Massimo Alvaro, AD di Business Assurance Italia per DNV, ha lodato l'approccio di ATV: l'azienda non ha cercato la certificazione per il semplice "KPI numerico", ma ha mostrato massima trasparenza nel voler migliorare le proprie politiche di governance e gestione a 360 gradi.
Con questo traguardo, ATV conferma che garantire pari opportunità e contrastare le discriminazioni non è solo un obbligo morale, ma un driver strategico per l'innovazione e la crescita del servizio pubblico.
Fonte: Mobility Magazine n. 508
Per le realtà che lavorano in ambito di mobilità, l'efficienza non è solo un obiettivo, ma un impegno verso cittadini e cittadine. In un mondo che cambia rapidamente, il supporto tecnologico diventa il motore che rende il Trasporto Pubblico Locale più intelligente, sostenibile e vicino alle persone.
È proprio questo il cuore di NME - Next Mobility Exhibition 2026, la piattaforma europea dedicata alla mobilità collettiva che tornerà a Fiera Milano dal 13 al 16 maggio 2026. Per le agenzie TPL, appuntamenti come questo rappresentano un’occasione fondamentale per confrontarsi sulle tecnologie che implementeranno in futuro sulle strade.
Uno dei temi centrali della prossima edizione sarà l’applicazione dell’IA nel TPL. Si tratta di strumenti concreti capaci di:
Iniziative come il programma Mobility as a Service (MaaS) for Italy dimostrano come la digitalizzazione stia abbattendo le barriere tra i diversi mezzi di trasporto, creando un unico ecosistema fluido per l'utente.
La transizione ecologica non segue un'unica strada, ma si nutre di neutralità tecnologica. A NME 2026 verranno esplorate le soluzioni che stanno ridisegnando le flotte italiane: idrogeno, elettrico e biocarburanti.
Con l’iniziativa "Guida il futuro", la fiera accenderà i riflettori anche sulla carenza di personale e sulla necessità di formare tecnici specializzati e macchinisti capaci di dialogare con sistemi digitali complessi e simulatori di guida avanzati.
NME 2026 sarà il momento per analizzare, insieme al Politecnico di Milano, come rendere gli investimenti nel settore mobilità economicamente sostenibili nel lungo periodo, garantendo che la tecnologia porti benefici reali alla coesione territoriale e all'inclusione sociale.
Il futuro del trasporto pubblico passa dalla capacità di integrare dati, energia pulita e persone.
Fonte: https://www.autobusweb.com/nme-next-mobility-exhibition-2026-il-futuro-della-mobilita-a-milano/
Foto: Autobus Web
Martedì 20 gennaio, la presidente uscente dell’Agenzia TPL di Bergamo, Angela Ceresoli, ha partecipato al convegno “Donne e mobilità. Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, promosso da Roma Servizi per la Mobilità insieme a Isfort, TRT, SIPoTra, FederMobilità, Asstra e Tper.
Durante l’incontro, che ha registrato un'ampia partecipazione di pubblico, è stato presentato il progetto Marta, la campagna di sensibilizzazione contro le molestie e ogni forma di violenza sui mezzi di trasporto pubblico. L’iniziativa, che ha l’obiettivo di migliorare la percezione del trasporto collettivo come spazio pubblico più sicuro e inclusivo per tutte e tutti, è stata ideata e promossa dall’Agenzia di Bergamo ed ha come naturale vocazione quella di essere “adottata” da altri territori ed altri enti che ne condividano e rispettino i valori fondamentali: lo scorso novembre l’Agenzia del TPL per le province di Como, Lecco e Varese si è convenzionata con l’Agenzia di Bergamo ed ha promosso sui propri territori il progetto.
Nel corso del suo intervento la presidente Ceresoli ha anche illustrato un progetto di ulteriore sviluppo dell’iniziativa che potrebbe concretizzarsi nella costituzione di una fondazione che possa garantire continuità e autonomia alle attività di prevenzione, informazione e sensibilizzazione contro le violenze sui mezzi pubblici.
Nella seduta del 19 gennaio, l’Assemblea dell’Agenzia ha potuto avviare l’esame di tale proposta rinviandone la definitiva analisi e valutazione al nuovo Consiglio di Amministrazione che dovrà insediarsi nei prossimi.
Il vertice Agenzie del Tpl riunite dopo il taglio delle risorse: a Bergamo 400mila euro in meno. «Servizi a rischio, e mancano anche gli autisti»
Un vertice nella sede dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino di Bergamo, che ha coinvolto tutte le Agenzie del territorio lombardo, in cui è emersa più di una preoccupazione dopo il taglio dei fondi regionali destinati al trasporto locale, che si tradurrà solo nella Bergamasca in 400mila euro in
meno al mese, da settembre a dicembre. Da Bergamo è partito un segnale chiaro: le Agenzie regionali restano in vigile attesa, prepareranno un documento unitario da sottoporre alla Regione, chiederanno un incontro a Palazzo Lombardia e sperano che si possa rimediare quanto prima al taglio dei fondi regionali per il trasporto locale, dopo una sentenza del Tar che annulla la delibera regionale sulle modalità di ripartizione delle risorse ai differenti bacini, in seguito al ricorso di una società del Cremasco.
Tradotto: in attesa della sospensiva richiesta dalla Regione al Consiglio di Stato, il regime transitorio penalizza tutti i bacini, visto che la quota mensile deliberata dalla Regione (da settembre a dicembre) sarà di quasi 47 milioni invece di 52 (5 milioni in meno del previsto) e per Bergamo 3 milioni e 720mila
euro invece di 4 milioni e 100mila (intorno ai 400mila euro in meno al mese). Una tegola che si sovrappone ad altri problemi, evidenziati in un tavolo che si è tenuto a Bergamo con i rappresentanti dei bacini lombardi.
«Stiamo vivendo una fase delicata, i tagli acuiscono i problemi che si manifestano da tempo e chiederemo a breve un incontro alla Regione per portare avanti le istanze dei territori in un'ottica di collegialità - spiega Marcello Marino, direttore dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino di Bergamo -.
Avevamo indetto la riunione già prima della delibera, perché permangono l'incertezza sul quadro finanziario, la scarsità di risorse e gli attuali trasferimenti del fondo nazionale e di quello regionale, che non coprono l'incremento dei costi dovuto all'inflazione. Un problema rilevante - rimarca Marino -, perché per coprire l'inflazione l'unica alternativa sarebbe la riduzione dei servizi in un contesto già difficile. C'è poi il problema della carenza di autisti nei vari bacini, solo tamponato grazie alle soluzioni organizzative delle aziende, che tuttavia costringe a riprogrammare i servizi e gli orari.
In questo quadro si innesta il taglio dei fondi regionali, il 10 per cento dei trasferimenti mensili.
Restiamo in vigile attesa, né preoccupati né indifferenti, c'è un percorso giudiziario in atto e confidiamo nei passi successivi della Regione».
La riunione bergamasca potrebbe rappresentare l'avvio di un coordinamento stabile tra le sei Agenzie lombarde del trasporto locale (Bergamo, Brescia, Milano-Lodi-Monza Brianza-Pavia, Como-Lecco-Varese, Sondrio, Cremona-Mantova), per un'attività «che non vuole essere di carattere rivendicativo - precisa Marino -, ma un'illustrazione tecnica e documentata della nostra posizione, con suggerimenti. La delibera regionale, con la sospensione del 10 per cento della rata mensile da settembre a dicembre, è una misura cautelativa per poter ottemperare alla sentenza del Tar.
La Regione non si dichiara acquiescente e ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Noi restiamo attenti per ottenere risorse corrette, che comunque per noi restano inadeguate per i servizi e l'inflazione. Le Agenzie - conclude Marino - hanno territori diversi ma problemi comuni e ora mettono in campo una voce unitaria, una collaborazione strutturale per una discussione con la Regione (socia con una quota del 10%, ndr) che sia costruttiva e concreta.
Chiederemo appunto un incontro con l'assessore ai Trasporti Franco Lucente, che ha mostrato grande attenzione alle Agenzie partecipando alle assemblee».
“Articolo comparso su L'Eco di Bergamo in data 1 ottobre 2023 pag 16, del giornalista Gerardo Fiorillo“
Per chi si occupa di trasporti ci sono scadenze che portano a guardare il calendario con una certa preoccupazione. E se da quella dell'inizio dell'anno scolastico è trascorsa una settimana in una situazione ancora in definizione, le vere paure relative al calendario vengono dall'anno prossimo. «Stiamo
andando verso un'annata, anzi, un intero periodo, in cui la viabilità di Bergamo sarà ribaltata come un calzino e bisogna trovarsi preparati», dice Marcello Marino, da poche settimane direttore dell'Agenzia del trasporto pubblico locale.
Perché, oltre ai cantieri attuali che già stanno complicando le cose a chi viaggia su strada, se ne annunciano molti altri, uno più ingombrante dell'altro e che rischiano di sovrapporsi. A partire dal raddoppio della ferrovia Bergamo-Ponte San Pietro, i cui lavori inizieranno a gennaio 2024 e che fermeranno tutti i treni su quella tratta per tre anni. «E quindi con gli utenti di quella linea che,
almeno su quel punto, dovranno utilizzare gli autobus del trasporto pubblico o le auto - ricorda Marino -. Poi ci sarà Porta Sud, che obbligherà a spostare i percorsi degli autobus, le fermate e i capolinea. Altri grandi cantieri, che causeranno problemi al traffico, saranno quelli della Brt sulla statale da Bergamo verso Osio Sotto, e della Tramvia verso Villa d'Almè, e poi ci sarà anche il treno per Orio». I cantieri sulle strade e l'aumento delle code coinvolgeranno ovviamente gli autobus, e i maggiori tempi di concorrenza rischiano di causare danni a cascata su tutto il servizio. Basterebbe vedere come il solo prolungamento di due mesi del cantiere sul ponte di Canonica con il divieto al traffico pesante, costringerà la Sai di Treviglio a percorrere 5 mila chilometri in più per passare da Cassano o Capriate. O il fatto che il prolungamento della chiusura del ponte di Gorle, fino alla riapertura di ieri, ha costretto Atb ad andare oltre il 100% di utilizzo del personale, per le navette alle estremità del ponte e la deviazione della linea 5.
Per questo Marino lancia un allarme: «Ovviamente non sono progetti sui quali l'Agenzia del trasporto pubblico abbia una responsabilità diretta - premette il direttore -, ma chiedo già da ora che si pensi a un coordinamento tra questi cantieri. Cercheremo cioè di intervenire per portare idee e suggerimenti e fare in modo che questi cantieri vengano organizzati e programmati in modo coordinato, in modo da cercare di limitare il più possibile le ripercussioni sul traffico».
Un altro problema che sta impegnando Marino è un guaio che le aziende di trasporto si stanno ormai trascinando da tempo, con conseguenze sempre più gravi: la carenza degli autisti. Ce n'è un migliaio attivo in tutta la provincia ma ne manca almeno un altro centinaio. La Arriva cerca una settantina di autisti e nel frattempo ricorre ai subaffidi, la Locatelli undici, la Sai parla di cinque-sei. Atb e Teb hanno in corso un bando che i concorrenti guardano con preoccupazione perché temono che finirà col portare loro via altro personale. Alcune società hanno organizzato corsi di formazione interni con tanto di pagamento della patente, ma non basta. Senza contare che spesso gli autisti formati da un'azienda, una volta trascorso il periodo di vincolo previsto dal contratto, se ne vanno verso posti più comodi. C'è infatti sempre meno gente che vuole guidare un autobus, che vuole trascorrere la giornata fuori casa attraversando tutta la provincia o anche solo imbarcarsi nell'iter per la patente per la quale servono 6 mila euro e otto-nove mesi.
«Ho affrontato il problema nei giorni scorsi con le aziende di trasporti e presto ne discuterò anche con i sindacati - spiega il direttore dell'Agenzia del Tpl -. Mi hanno descritto una situazione in cui ci sono problemi sopratutto per trovare chi voglia lavorare nelle linee extraurbane, che sono quelle che causano i maggiori disagi, e anche di molti casi in cui il personale arriva e se ne va dopo pochi mesi. Questa situazione rischia di avere conseguenze sul servizio scolastico: per ora c'è ancora l'0rario provvisorio, ma quando ci sarà quello definitivo con uscite scaglionate, si rischia di non avere abbastanza personale e magari di dover tagliare le corse altrove. Questo non è un problema che riguarda solo la provincia di Bergamo ma anche altre, tanto che la campagna acquisti degli autisti si fa anche da una provincia all'altra. Per questo bisogna trovare un modo per intervenire a un livello che coinvolga tutta la Lombardia».
“Articolo comparso su Corriere della Sera (ed. Bergamo) in data 21 settembre 2023 del giornalista Fabio Paravisi“
Incrementi anche a Napoli, Foggia e in altre città. Ma nel Lazio la nuova giunta regionale ha bocciato il ritocco già approvato
(pwi) Non è sicuro, ma è quasi certo. Sembra un ossimoro la decisione della Regione di dare il via libera a nuovi aumenti dei prezzi del trasporto pubblico, leggasi treni e bus, dal prossimo primo settembre.
«Atto dovuto, lo dice il regolamento, adeguamento all'inflazione», recita la delibera di giunta. In estrema sintesi, se secondo l'Istat il costo della vita nell'ultimo anno è cresciuto del 7,93 per cento, quello dei trasporti sarà più contenuto. Magnanimi.
Gli aumenti dei treni Nello specifico, fra un mesetto e mezzo le tariffe dei treni sono destinate a crescere del 4,01 per cento in quasi tutta la Lombardia, Bergamasca compresa. Per fare un esempio, i biglietti ordinari fra i cinquanta e sessanta chilometri (per capirci, quelli da Bergamo a Milano, i più utilizzati
dai pendolari) dovrebbero passare da 5 euro e ottanta a 6 euro (20 centesimi in più dell'anno scorso e 40 rispetto al 2021). Gli abbonamenti settimanali dovrebbero aumentare di un euro, passando da 26,50 a 27,50. Quelli mensili di 4 euro, da 93, a 97.
Mentre gli annuali dovrebbero crescere di 35 euro, passando da 892 a 927 euro. Adeguamenti di cui, vista la qualità del servizio, i pendolari sentivano certamente il bisogno. Saliranno, probabilmente, anche i biglietti "Io viaggio ovunque" che consentono spostamenti col treno e con i bus. La tariffa provinciale dovrebbe crescere di 4 euro. Quella regionale giornaliera di un euro. Quella settimanale di 2 euro e mezzo. Quella mensile di 6 euro. E quella annuale di 41 euro. E quelli degli autobus Lo "slancio di generosità" si tradurrà probabilmente in un aumento delle tariffe anche del trasporto su gomma.
Ancora non si conosce l'importo. Questione di giorni. Toccherà all'Agenzia di trasporto pubblico locale dare indicazioni sui bus in Bergamasca. Bella gatta da pelare per il nuovo direttore Marcello Marino, manager che entrerà in servizio a settembre. Il presidente Angela Ceresoli ha anticipato alla stampa che ci sarà un «piccolo ritocco». L'orientamento, ha spiegato, è quello di toccare il meno possibile gli abbonamenti, per evitare di pesare su famiglie con studenti. Fatti i conti, anche Atb si adeguerà. La decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane. Massimo aumento possibile 4,81 per cento. Fosse confermato in toto, il prezzo del biglietto singolo dei bus in città potrebbe salire da 1,50 a 1,60 euro.
Secondo il presidente di Atb, Enrico Felli, l'aumento è necessario, causa incremento dei prezzi dei carburanti e costi del personale. «O aumentano i fondi dalla Regione o aumentano i costi dei biglietti», ha detto lapidario. Sarà, ma di destra o di mancina, paga comunque Pantalone. La soluzione, secondo Felli, potrebbe essere differenziare i prezzi fra turisti e chi usa il bus per andare a lavorare. Lo fanno già a Venezia, dove i traghetti per i residenti costano meno. Ma che sia sufficiente a coprire i costi a Bergamo
è tutto da vedere. L'ultimo bilancio Atb Mobilità racconta di una società per azioni uscita con un risultato positivo di 29.099 euro al 31 dicembre 2022, in recupero dopo gli 1,7 milioni in rosso dell'anno precedente. A incidere sul risultato, l'incremento dei ricavi, in particolare della sosta. E la vendita di Tbso a Autoservizi Locatelli, per 2,8 milioni di euro. Ma è il fronte dei costi che piange.
Cresciuto di 1,1 milioni di euro causa inflazione, crisi energetica e prezzi dei carburanti, dicono da Atb. Eppure, in Italia, l'inflazione sembra non essere uguale per tutti. Chi paga l'inflazione A Roma e nel Lazio, per esempio, i prezzi dei servizi di trasporto pubblico non aumenteranno. Era previsto che dal 1 agosto passassero da 1.50 a 2 euro, ma la nuova giunta regionale ha detto no. Restano dunque invariati i biglietti Atac per bus e metro, così come per l'intero sistema Metrebus del Lazio Cotral. A Napoli i biglietti sono cresciuti di 20 centesimi a inizio anno. Lo stesso a Ferrara, con la corsa semplice a 1,50 euro. Come peraltro a Parma. Mentre a Foggia il biglietto semplice, pur cresciuto, costa 1 euro.
Ma il servizio?
E poi c'è la questione che preme di più agli utenti: il servizio. La settimana scorsa l'assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, di Fratelli d'Italia, ha scritto una lettera dai toni perentori a Trenord. L'attuale situazione «non è più sostenibile: ritardi, soppressioni e cancellazioni di treni già pronti a partire stanno crescendo di giorno in giorno». La Regione con grande sforzo economico - ha sottolineato -, ha acquistato 222 nuovi treni. Ma «è evidente che il rapporto di fiducia debba essere connotato da una reciproca soddisfazione, legata ai risultati ottenuti». Tradotto, se i risultati non arrivano, i vertici di Trenord (scelti dalla Lega) vanno cambiati. Per il servizio ferroviario la Regione pagherà a Trenord 542 milioni di euro nei prossimi dieci anni. Una novantina in più del contratto precedente. La riorganizzazione prevede, peraltro, possibili incrementi delle tariffe. Intanto si parte con gli aumenti di settembre. Che hanno fatto gridare, una volta di più, allo scandalo. «Con questo aumento la giunta Fontana offende i pendolari - dice il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella- e mostra chiaramente il suo disinteresse per il trasporto pubblico. In due anni biglietti e abbonamenti sono aumentati dell'8 per cento senza che ci sia stato alcun miglioramento del servizio.
Anzi, i disagi dei pendolari sono addirittura aumentati viste le 160 linee a bonus del 2022 e l'aumento spropositato delle penali dovute da Trenord per i disservizi. E questo è solo un assaggio. È sbagliato aumentare le tariffe, soprattutto pensando alle difficoltà delle famiglie già vessate dalla corsa all'inflazione». Difficile dargli torto.
“Articolo comparso su Prima Bergamo in data 14 luglio 2023 del giornalista Wainer Preda“
La nomina Marcello Marino segue il settore dal '97, da manager e docente universitario. L'ultimo incarico a Catania. Sarà in servizio da settembre
La ricerca non è stata semplice, né breve, ma è arrivata in porto: dal 4 settembre, il nuovo direttore dell'Agenzia per il trasporto pubblico locale di Bergamo sarà Marcello Marino, 58 anni, salernitano di nascita e romano di adozione, con una carriera che lo ha portato in diverse parti d'Italia. Dal 1997,
in varie vesti, si occupa di trasporti, avendo tra l'altro insegnato fino al 2012 Economia dei Trasporti all'Università di Roma Tor Vergata. L'ultimo incarico lo ha ricoperto a Catania, come direttore generale dell'Amts, l'azienda cittadina del trasporto pubblico: «È un po' l'equivalente di Atb a Bergamo, si occupa di trasporto, ma anche di mobilità, sosta, sharing», racconta Marino.
Ieri il Cda dell'Agenzia ha dato il via libera alla sua nomina: a breve la firma del contratto, poi l'entrata in servizio da settembre. «Ma ho intenzione di arrivare a Bergamo un po' prima - dice -. Vorrei dedicarmi a conoscere il territorio». Intanto ha cominciato a studiare le carte. «Sto leggendo il Pums (il Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune, ndr) e il Piano di bacino elaborato dall'Agenzia.
So che Bergamo è una realtà di aziende di alto profilo nel trasporto pubblico, la base è sicuramente positiva, ci saranno interlocuzioni importanti». Fino all'entrata in servizio di Marino, continuerà a garantire la «supplenza» il direttore dell'Agenzia di Milano, Luca Tosi. «Ed Emilio Grassi (in pensione da inizio giugno, dopo aver diretto l'Agenzia di Bergamo dal 2016, ndr) ha confermato la disponibilità a dare una mano nella fase di passaggio di consegne», aggiunge la presidente dell'Agenzia, Angela Ceresoli.
Anche perché di carne al fuoco ce ne sarà parecchia già nelle prossime settimane: entro la fine del mese andranno definite le modalità di applicazione degli adeguamenti tariffari deliberati dalla Regione (+4,81% per il trasporto non ferroviario), in vista della campagna abbonamenti che partirà dalla seconda metà di agosto. «L'intenzione rimane quella di tutelare un po' di più l'utenza stabile, degli abbonamenti, rispetto ai biglietti singoli - dice Ceresoli - ma stiamo preparando le simulazioni e ci confronteremo con i soggetti interessati». Quanto al nuovo direttore, conclude Ceresoli «ci è piaciuta la sua visione strategica, si intende di mobility management, ha un occhio anche su temi innovativi su cui l'Agenzia vorrebbe e potrebbe muoversi, se non fossimo costantemente alle prese con la difficoltà di far quadrare i conti».
Anche su questo dovrà lavorare il nuovo direttore: in autunno andrà «tirata la riga» sulla situazione economica del sistema del trasporto pubblico, e vedere come ci si collocherà rispetto al rischio, più volte paventato, di dover tagliare altre corse.
“Articolo comparso su L'Eco di Bergamoin data 13 luglio 2023 del giornalista Fausta Morandi“
L'Agenzia ha appreso oggi con dolore la scomparsa del suo primo Presidente Gian Franco Manzecchi.
La sua nomina ha avviato le attività dell’Agenzia: sotto la sua guida (dal 2015 al 2021) l’Agenzia ha potuto affrontare e superare le difficoltà proprie di un Ente di nuova istituzione.
In un periodo nel quale la carenza di risorse ha reso complessa la programmazione del trasporto pubblico locale, si sono comunque potute impostare importanti scelte strategiche (Programma di Bacino, progetto del sistema tariffario, impostazione della gara) ed infine affrontare la fase critica della pandemia che ha segnato indelebilmente la nostra società.
Le sue qualità umane e professionali restano ancora una importante guida ed un valido riferimento per tutti i Collaboratori.
Lo ricordano con dolore:
l’Assemblea dei Soci,
la Presidente,
il Consiglio di Amministrazione,
il Direttore e tutti i Collaboratori.
(ricordiamo anche il lato artistico con con un suo acquarello)
la Direzione generale Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile della Regione Lombardia è in fase di aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti. Per raccogliere informazioni utili alla realizzazione del modello di traffico regionale è stata effettuata la pubblicazione di un questionario sugli spostamenti.
Il questionario è rivolto a tutti cittadini che si muovono sul territorio regionale, ed è finalizzato all'acquisizione di informazioni utili alla stima delle esigenze di mobilità future e alla programmazione di infrastrutture e servizi più adeguati.
La compilazione è totalmente anonima e i dati verranno utilizzati solo ed esclusivamente per i fini indicati. Il questionario è online da inizio dicembre e sarà disponibile indicativamente fino a metà febbraio 2023, le domande sono circa 16 e il tempo di compilazione non supera i 5 minuti.
Di seguito il link per accedere:
https://lombardiainforma.regione.lombardia.it/it/indagine-sugli-spostamenti-in-regione-lombardia
Si ringrazia per la gentile collaborazione.
A proclamarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro "in considerazione delle violente e reiterate aggressioni al personale viaggiante, registrate su tutto il territorio nazionale negli ultimi mesi.
Lo sciopero coincide con il primo giorno della Mobility Week (16-22 settembre), giorno nel quale l'Agenzia TPL, la Provincia e il Comune promuovono l'iniziativa del trasporto gratuito su tutti gli autobus del bacino di Bergamo.
ATB Consorzio, TEB e Consorzio Bergamo Trasporti, garantiscono un servizio regolare fino alle ore 16:00, con possibili disagi nelle ore successive.