Lunedì 6 maggio il gruppo di lavoro istituito in seno alla V Commissione consiliare regionale ha svolto un’audizione delle agenzie del trasporto pubblico locale della Lombardia nell’ambito del progetto di riforma della legge regionale 6/2012 promosso dall’Assessore regionale Franco Lucente. 

Il gruppo di lavoro, presieduto dal consigliere regionale Marco Bestetti, ha incontrato i rappresentanti delle sei agenzie lombarde e, per l’Agenzia di Bergamo, era presente il direttore Marcello Marino.

Durante l’audizione sono stati toccati vari punti sui quali la Commissione intende lavorare per istruire al meglio il progetto di riforma. In particolare, alle agenzie sono state chieste informazioni circa il sistema di governance e le relazioni con gli enti locali.

L’Agenzia di Bergamo ha consegnato una breve nota nella quale ha affrontato in particolare tre temi:

  1. il perimetro di intervento delle agenzie, sottolineando che le strategie per favorire una mobilità sostenibile devono comprendere in maniera coordinata e sinergica, oltre i servizi di trasporto collettivo, anche i servizi della mobilità individuale, sia privata che condivisa. Si tratta di un indirizzo già presente nell’attuale legge ma che non è stato attuato localmente: ciò che, probabilmente, indica la necessità di un intervento normativo più incisivo.
  2. Il rapporto tra le agenzie e gli enti locali – comuni e province – che dovrebbe essere più armonizzato, soprattutto sui temi delle risorse e degli interventi sulle infrastrutture, volendo evitare situazioni nelle quali le agenzie si trovino a dover programmare e finanziare servizi che non hanno potuto adeguatamente pianificare.
  3. Lo status giuridico delle agenzie che oggi sono a tutti gli effetti equiparate agli enti locali: questa condizione si è mostrata poco adatta per enti che, a dispetto di dimensioni comunque contenute, hanno bisogno di un elevato grado di flessibilità che consenta loro di strutturarsi adeguatamente, anche sotto il profilo delle competenze e delle capacità tecniche e professionali. In quest’ottica, come già accade in altri contesti regionali, si potrebbe pensare ad un profilo giuridico di natura privatistica – pur sempre ancorato ad una proprietà esclusivamente pubblica – che potrebbe far conseguire alle agenzie una maggiore efficacia ed una maggiore capacità di governo del sistema.

Analoghe considerazioni sono state svolte da tutte le altre agenzie approfondendo diversi altri temi relativi al ruolo che le agenzie potranno avere per lo sviluppo del sistema della mobilità nella Regione.

Al termine dell’incontro il consigliere Bestetti, anche a nome dei componenti il gruppo di lavoro, ha ringraziato i rappresentanti delle sei agenzie per il contributo reso ed informato che nelle prossime settimane proseguiranno le audizioni della Commissione consiliare con enti ed organismi di rappresentanza del settore.

Lo scorso 23 giugno 2023, la Provincia di Bergamo, allo scopo di armonizzare le scelte autonome degli istituti scolastici e l’organizzazione dei “servizi al diritto allo studio”, emanava con Decreto del Presidente la proposta di adattamento provinciale del calendario scolastico, sulla base del quale, storicamente e come specificato nel decreto, viene stabilito il programma delle corse scolastiche del trasporto pubblico.

Tale calendario, per l’anno 2023/2024, includeva tra le festive le giornate del 26 e del 27 aprile.

Si ricorda quindi che nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 aprile non verranno effettuate le corse scolastiche.

Si è tenuta oggi, venerdì 16 febbraio alle ore 12.30 nella Sala Viterbi presso il Palazzo della Provincia, la conferenza stampa per il lancio della nuova campagna di comunicazione di Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Bergamo e Provincia “Marta” alla quale hanno presenziato, oltre alle dirigenze di Agenzia del TPL, anche l’Assessore Regionale ai trasporti e mobilità sostenibile Franco Lucente, il Presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi e l’Assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo Stefano Zenoni.


La campagna “Marta” si propone di sensibilizzare cittadini e cittadine sul tema delle molestie e di altri atti di violenza sui mezzi pubblici.

L’antefatto

A novembre 2022, una studentessa di nome Marta riceve una molestia su un autobus mentre si reca a scuola a Bergamo. L’ennesima attenzione non desiderata la invoglia a scrivere alle istituzioni per manifestare il suo disagio. La Presidente di Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Bergamo e Provincia, Angela Ceresoli, si espone da subito sulla questione con la promessa di impegnarsi ad affrontare il problema, come cita in una comunicazione sul sito web dell’ente, pubblicata in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne lo scorso 25 novembre (link: https://www.agenziatplbergamo.it/25-novembre-lettera-aperta-della-presidente-di-agenzia-tpl-di-bergamo-e-provincia/).

La campagna

A distanza di pochi mesi, Agenzia del TPL è pronta per lanciare “Marta”, una campagna di comunicazione che rispetta la promessa fatta alla studentessa - e che da lei prende simbolicamente il nome - con l’obiettivo di diffondere consapevolezza non solo sul tema delle molestie sessuali, ma più in generale sul rispetto dello spazio personale e la sicurezza sui mezzi del trasporto pubblico.

La campagna offre all’utenza dei vademecum riportanti alcuni consigli utili su come comportarsi nel caso in cui sia vittima o testimone di atti violenti o molestie sui mezzi pubblici. Questi vademecum

sono disponibili sul sito agenziatplbergamo.it/marta ed è possibile accedervi anche da appositi QRcode presenti nelle comunicazioni esposte sui mezzi del trasporto pubblico e divulgati sul web e sui canali social di tutti i partner del progetto.

Realizzata dallo studio di comunicazione Woodoo Studio, per mano dell’illustratrice Giulia Boccalero, la campagna è caratterizzata da una palette di colori impattante e un linguaggio visivo immediato, una scelta fatta per “parlare” in modo diretto, soprattutto ai più giovani.

Un progetto multi-partner con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di Bergamo che si realizza grazie alla preziosa collaborazione tra tutte le aziende del trasporto pubblico: Arriva, ATB, Autoguidovie, Locatelli, TEB, S.A.I. Treviglio, Visinoni e Zani che hanno messo a disposizione i mezzi per la diffusione della campagna e che da subito hanno sostenuto la progettualità di “Marta”. Fondamentale anche la supervisione da parte delle Forze dell’Ordine nella stesura dei vademecum, in coordinazione con Questura di Bergamo e Prefettura di Bergamo.

Anticipazioni

Nei prossimi mesi sarà presentata una web app dedicata alla campagna progettata per raccogliere feedback e segnalazioni da parte dell’utenza. Saranno inoltre coinvolte associazioni e gruppi del territorio che si occupano dei temi affrontati da “Marta”, al fine d’implementare sempre più le informazioni a sostegno dei/delle passeggeri/e. Saranno coinvolte, infine, le scuole superiori per permettere agli studenti e alle studentesse, utenza primaria del trasporto pubblico, di affrontare questi


‹‹L'obiettivo del progetto “Marta” non è solo fornire uno strumento ulteriore di supporto alla prevenzione e al contrasto del problema, ma è anche quello di contribuire come Agenzia del Trasporto Pubblico a educare al rispetto e all’inclusività. Per questo, “Marta” nei prossimi mesi incontrerà anche le scuole, le associazioni e i gruppi del territorio per condividere con sempre maggiore attenzione le esigenze di cittadini/e, studenti e studentesse e “accompagnarli” nei loro viaggi quotidiani sui mezzi pubblici, che non dovrebbero mai essere sinonimo di pericolo o disagio.››

Angela Ceresoli, Presidente Agenzia del TPL

Dal sito web di Trenord

Dal 5 febbraio 2024, il gestore della rete ferroviaria RFI chiude il tratto di linea tra Bergamo e Ponte San Pietro per importanti lavori di potenziamento infrastrutturale.
Pertanto, i treni potranno circolare unicamente tra Milano e Ponte San Pietro e tra Lecco e Ponte San Pietro.

Trenord ha predisposto un servizio di autobus sostitutivi tra Ponte San Pietro e Bergamo con fermata intermedia a Bergamo Ospedale.

Inoltre, per agevolare gli studenti, sono stati istituiti ulteriori autobus con partenza dalle stazioni di Calusco, Terno d’Isola, Cisano/Caprino B., Pontida, Ambivere Mapello e Ponte San Pietro che arrivano direttamente a Bergamo senza effettuare fermate intermedie (servizio “Punto-Punto”) e viceversa.

Attenzione! Sono attivati i nuovi treni R 25817, 25821 e 25872 da Milano P. Garibaldi a Ponte S. Pietro.

Tutti i dettagli sono consultabili nell'avviso 3/2024 [pdf]


Attenzione! Il treno R 10705 è soppresso e sostituto dal treno R 10715 che anticipa l’orario di circa 20 minuti per l’intero percorso; soppresso anche il treno R 10745 che è sostituito con bus per l’intera tratta; 

Tutti i dettagli sono consultabili nell'avviso 3/2024 [pdf]


Il servizio ferroviario è garantito e i treni partono regolarmente da Bergamo.


Il servizio ferroviario è garantito e i treni partono regolarmente da Bergamo.

Attenzione! Dal 5 febbraio sono soppressi i treni di rinforzo R 22620, 22625, 22661, 22664 e 22669.


Il servizio ferroviario è garantito e i treni partono regolarmente da Bergamo.


ATTENZIONE
I bus sostitutivi in partenza da Calusco d’Adda e Terno d’Isola non effettuano fermata alla stazione di Bergamo Ospedale. Per raggiungere la stazione di Bergamo Ospedale da Calusco d'Adda e Terno d'Isola occorre raggiungere in treno Ponte San Pietro e da lì prendere i bus sostitutivi.

Mentre sto cercando di incastrare gli impegni per poter partecipare alla fiaccolata di venerdì, mi accorgo che è passato giusto un anno dalla lettera di Marta, la studentessa che aveva scritto alle istituzioni perché era stanca di essere infastidita sull’autobus. La lettera è arrivata anche a me, in quanto presidente dell’Agenzia del TPL.

Le ho risposto che come Agenzia ci saremmo impegnati/e a trovare una soluzione, o meglio a trovare un modo per affrontare il problema, ed è quello che stiamo facendo, anche se c’è voluto un anno per raccogliere idee e pareri.
Stiamo preparando una campagna di sensibilizzazione, che si chiamerà Marta, come la giovane studentessa che di fronte al disagio non è stata zitta e ha scritto alle istituzioni. La campagna prevede un percorso di condivisione con gli attori del TPL e non (aziende, scuole, forze dell’ordine) perché sappiamo tutti che il problema è culturale, e che non è un’emergenza dettata dagli ultimi dolorosi fatti di cronaca.

Qual è la distanza che separa la molestia sull’autobus dal femminicidio?
Qualcuno/a si scandalizzerà per il paragone, qualcuno/a comincerà a fare i distinguo, a chiedere in cosa consiste la molestia (uno sguardo, un contatto “involontario” mentre il bus frena improvvisamente?) oppure a chiedere com’era vestita la giovane donna che si è lamentata. Farsi queste domande significa essere parte del problema e mai come ora è necessario riconoscere le situazioni di molestia quando accadono poiché l’epilogo può essere il più tragico. 

Recentemente ho partecipato ad un convegno dove ho parlato, da architetta, di come lo spazio pubblico è anche il luogo in cui una società esprime la volontà di dialogo e di convivenza tra ogni persona. Se lo spazio è confortevole, accessibile e comodo per chiunque, in qualsiasi condizione sociale, fisica, di genere, di pensiero, si trovi, quello spazio esprime la volontà di condivisione e di uguaglianza, è uno spazio di cui prendersi cura, e attraverso la cura trasmettere sicurezza. È uno spazio, va da sé, in cui le donne possono muoversi in sicurezza e non perché ci sono le telecamere ma perché c’è maggiore consapevolezza da parte di tutti e di tutte. Consapevolezza che non bisogna tollerare neppure uno sguardo di troppo, neppure un contatto involontario.

Nel caso del trasporto pubblico mi piace considerare che anche un autobus è uno spazio pubblico di cui prendersi cura.

Nel definire il percorso della campagna Marta, abbiamo capito che il problema della sicurezza è anche culturale e non riguarda solo le donne, ma in occasione della giornata del 25 novembre è a loro, a noi, che va il mio invito a non stare zitte, mai.

Angela Ceresoli
Presidente
Agenzia del Trasporto Pubblico di Bergamo e Provincia

Il vertice Agenzie del Tpl riunite dopo il taglio delle risorse: a Bergamo 400mila euro in meno. «Servizi a rischio, e mancano anche gli autisti»

Un vertice nella sede dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino di Bergamo, che ha coinvolto tutte le Agenzie del territorio lombardo, in cui è emersa più di una preoccupazione dopo il taglio dei fondi regionali destinati al trasporto locale, che si tradurrà solo nella Bergamasca in 400mila euro in
meno al mese, da settembre a dicembre. Da Bergamo è partito un segnale chiaro: le Agenzie regionali restano in vigile attesa, prepareranno un documento unitario da sottoporre alla Regione, chiederanno un incontro a Palazzo Lombardia e sperano che si possa rimediare quanto prima al taglio dei fondi regionali per il trasporto locale, dopo una sentenza del Tar che annulla la delibera regionale sulle modalità di ripartizione delle risorse ai differenti bacini, in seguito al ricorso di una società del Cremasco.
Tradotto: in attesa della sospensiva richiesta dalla Regione al Consiglio di Stato, il regime transitorio penalizza tutti i bacini, visto che la quota mensile deliberata dalla Regione (da settembre a dicembre) sarà di quasi 47 milioni invece di 52 (5 milioni in meno del previsto) e per Bergamo 3 milioni e 720mila
euro invece di 4 milioni e 100mila (intorno ai 400mila euro in meno al mese). Una tegola che si sovrappone ad altri problemi, evidenziati in un tavolo che si è tenuto a Bergamo con i rappresentanti dei bacini lombardi.

«Stiamo vivendo una fase delicata, i tagli acuiscono i problemi che si manifestano da tempo e chiederemo a breve un incontro alla Regione per portare avanti le istanze dei territori in un'ottica di collegialità - spiega Marcello Marino, direttore dell'Agenzia del trasporto pubblico locale del bacino di Bergamo -.
Avevamo indetto la riunione già prima della delibera, perché permangono l'incertezza sul quadro finanziario, la scarsità di risorse e gli attuali trasferimenti del fondo nazionale e di quello regionale, che non coprono l'incremento dei costi dovuto all'inflazione. Un problema rilevante - rimarca Marino -, perché per coprire l'inflazione l'unica alternativa sarebbe la riduzione dei servizi in un contesto già difficile. C'è poi il problema della carenza di autisti nei vari bacini, solo tamponato grazie alle soluzioni organizzative delle aziende, che tuttavia costringe a riprogrammare i servizi e gli orari.

In questo quadro si innesta il taglio dei fondi regionali, il 10 per cento dei trasferimenti mensili.
Restiamo in vigile attesa, né preoccupati né indifferenti, c'è un percorso giudiziario in atto e confidiamo nei passi successivi della Regione».

La riunione bergamasca potrebbe rappresentare l'avvio di un coordinamento stabile tra le sei Agenzie lombarde del trasporto locale (Bergamo, Brescia, Milano-Lodi-Monza Brianza-Pavia, Como-Lecco-Varese, Sondrio, Cremona-Mantova), per un'attività «che non vuole essere di carattere rivendicativo - precisa Marino -, ma un'illustrazione tecnica e documentata della nostra posizione, con suggerimenti. La delibera regionale, con la sospensione del 10 per cento della rata mensile da settembre a dicembre, è una misura cautelativa per poter ottemperare alla sentenza del Tar.

La Regione non si dichiara acquiescente e ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Noi restiamo attenti per ottenere risorse corrette, che comunque per noi restano inadeguate per i servizi e l'inflazione. Le Agenzie - conclude Marino - hanno territori diversi ma problemi comuni e ora mettono in campo una voce unitaria, una collaborazione strutturale per una discussione con la Regione (socia con una quota del 10%, ndr) che sia costruttiva e concreta.

Chiederemo appunto un incontro con l'assessore ai Trasporti Franco Lucente, che ha mostrato grande attenzione alle Agenzie partecipando alle assemblee».

“Articolo comparso su L'Eco di Bergamo in data 1 ottobre 2023 pag 16, del giornalista Gerardo Fiorillo“

Per chi si occupa di trasporti ci sono scadenze che portano a guardare il calendario con una certa preoccupazione. E se da quella dell'inizio dell'anno scolastico è trascorsa una settimana in una situazione ancora in definizione, le vere paure relative al calendario vengono dall'anno prossimo. «Stiamo
andando verso un'annata, anzi, un intero periodo, in cui la viabilità di Bergamo sarà ribaltata come un calzino e bisogna trovarsi preparati», dice Marcello Marino, da poche settimane direttore dell'Agenzia del trasporto pubblico locale.

Perché, oltre ai cantieri attuali che già stanno complicando le cose a chi viaggia su strada, se ne annunciano molti altri, uno più ingombrante dell'altro e che rischiano di sovrapporsi. A partire dal raddoppio della ferrovia Bergamo-Ponte San Pietro, i cui lavori inizieranno a gennaio 2024 e che fermeranno tutti i treni su quella tratta per tre anni. «E quindi con gli utenti di quella linea che,
almeno su quel punto, dovranno utilizzare gli autobus del trasporto pubblico o le auto - ricorda Marino -. Poi ci sarà Porta Sud, che obbligherà a spostare i percorsi degli autobus, le fermate e i capolinea. Altri grandi cantieri, che causeranno problemi al traffico, saranno quelli della Brt sulla statale da Bergamo verso Osio Sotto, e della Tramvia verso Villa d'Almè, e poi ci sarà anche il treno per Orio». I cantieri sulle strade e l'aumento delle code coinvolgeranno ovviamente gli autobus, e i maggiori tempi di concorrenza rischiano di causare danni a cascata su tutto il servizio. Basterebbe vedere come il solo prolungamento di due mesi del cantiere sul ponte di Canonica con il divieto al traffico pesante, costringerà la Sai di Treviglio a percorrere 5 mila chilometri in più per passare da Cassano o Capriate. O il fatto che il prolungamento della chiusura del ponte di Gorle, fino alla riapertura di ieri, ha costretto Atb ad andare oltre il 100% di utilizzo del personale, per le navette alle estremità del ponte e la deviazione della linea 5.

Per questo Marino lancia un allarme: «Ovviamente non sono progetti sui quali l'Agenzia del trasporto pubblico abbia una responsabilità diretta - premette il direttore -, ma chiedo già da ora che si pensi a un coordinamento tra questi cantieri. Cercheremo cioè di intervenire per portare idee e suggerimenti e fare in modo che questi cantieri vengano organizzati e programmati in modo coordinato, in modo da cercare di limitare il più possibile le ripercussioni sul traffico».

Un altro problema che sta impegnando Marino è un guaio che le aziende di trasporto si stanno ormai trascinando da tempo, con conseguenze sempre più gravi: la carenza degli autisti. Ce n'è un migliaio attivo in tutta la provincia ma ne manca almeno un altro centinaio. La Arriva cerca una settantina di autisti e nel frattempo ricorre ai subaffidi, la Locatelli undici, la Sai parla di cinque-sei. Atb e Teb hanno in corso un bando che i concorrenti guardano con preoccupazione perché temono che finirà col portare loro via altro personale. Alcune società hanno organizzato corsi di formazione interni con tanto di pagamento della patente, ma non basta. Senza contare che spesso gli autisti formati da un'azienda, una volta trascorso il periodo di vincolo previsto dal contratto, se ne vanno verso posti più comodi. C'è infatti sempre meno gente che vuole guidare un autobus, che vuole trascorrere la giornata fuori casa attraversando tutta la provincia o anche solo imbarcarsi nell'iter per la patente per la quale servono 6 mila euro e otto-nove mesi.

«Ho affrontato il problema nei giorni scorsi con le aziende di trasporti e presto ne discuterò anche con i sindacati - spiega il direttore dell'Agenzia del Tpl -. Mi hanno descritto una situazione in cui ci sono problemi sopratutto per trovare chi voglia lavorare nelle linee extraurbane, che sono quelle che causano i maggiori disagi, e anche di molti casi in cui il personale arriva e se ne va dopo pochi mesi. Questa situazione rischia di avere conseguenze sul servizio scolastico: per ora c'è ancora l'0rario provvisorio, ma quando ci sarà quello definitivo con uscite scaglionate, si rischia di non avere abbastanza personale e magari di dover tagliare le corse altrove. Questo non è un problema che riguarda solo la provincia di Bergamo ma anche altre, tanto che la campagna acquisti degli autisti si fa anche da una provincia all'altra. Per questo bisogna trovare un modo per intervenire a un livello che coinvolga tutta la Lombardia».

Articolo comparso su Corriere della Sera (ed. Bergamo) in data 21 settembre 2023 del giornalista Fabio Paravisi“

Si riparte!

Oggi 12 Settembre inizia, in Lombardia, il nuovo anno scolastico per tutte le scuole
primarie e secondarie. Per Agenzia TPL ciò significa poter garantire un servizio di
Trasporto Pubblico ancora più efficiente e puntuale.

Con un augurio a tutti gli studenti e le studentesse che questo sia un anno proficuo e
positivo ricordiamo che L’Agenzia per il Trasporto Pubblico è già attiva per sostenere, nel
migliore dei modi, la ripartenza delle attività in tutti i plessi della provincia garantendo
un servizio capillare e costante soprattutto nelle ore di maggior afflusso.

Serviranno 30/45 giorni per una messa a punto ottimale del servizio ma come sempre
negli orari di punta di entrata (ore 8) e uscita dagli istituti (ore 13-14) cercheremo di
garantire un servizio quanto più efficiente.

Segnaliamo che per ogni disservizio, anomalia o suggerimento è attiva la casella mail
assistenza@agenziatplbergamo.it inoltre sul sito web dell’agenzia al link:
https://www.agenziatplbergamo.it/assistenza trovate un form dedicato ad accogliere le
vostre segnalazioni in modo ancora più rapido e efficace.

Ricordiamo che per avere la possibilità di intervento, è necessario che le segnalazioni
riportino: giorno, ora, linea, fermata, direzione e ogni ulteriore dettaglio del disservizio.
L’Agenzia avrà cura di effettuare tutte le verifiche del caso e mettere a punto con le
Aziende le possibili soluzioni.

Si ricorda che la segnalazione effettuata all’Agenzia non sostituisce il reclamo formale
che il passeggero può sempre inoltrare all’Azienda interessata.

Buon anno scolastico a tutte e a tutti!

Si è tenuto lo scorso 26 luglio il consiglio di amministrazione dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale Bergamasco. Tra i temi all’ordine del giorno l’adeguamento annuale tariffario obbligatorio del 2023 e i relativi aumenti.

Dal 1° settembre troverà applicazione l’adeguamento all’inflazione delle tariffe del trasporto pubblico locale, che significa aumento del costo dei titoli di viaggio, biglietti ed abbonamenti.  L’aumento annuale tariffario per i titoli di viaggio è obbligatorio e regolato dal regolamento tariffario regionale che ne stabilisce il metodo. È dettato un parametro di base connesso all’inflazione e ad altri parametri di bacino connessi al raggiungimento di alcuni obiettivi da parte degli Affidatari. I calcoli dell’adeguamento automatico annuale 2023 comportano l’aumento delle tariffe di 7,2 % , sia per l’area urbana che interurbana , modulate per tipologia di biglietto a protezione dell’utenza fidelizzata.
La possibilità di modulare aumenti differenziati per titoli di viaggio è un risultato ottenuto dall'Agenzia del Trasporto Pubblico Locale Bergamasco che lo scorso anno 2022 ha chiesto con successo una modifica, alla normativa di riferimento e riducendo la spesa sugli abbonamenti annuali che presentano un aumento contenuto e impostando un incremento superiore alla media per biglietti, carnet e settimanali.  Senza questa modifica sarebbe rimasto obbligatorio applicare gli aumenti in maniera indifferenziata su tutti i titoli di viaggio.

L’obiettivo che abbiamo condiviso con Provincia e Comune era chiaro: salvaguardare il più possibile gli utenti che già utilizzano il trasporto pubblico, avendo l’obbligo dell’adeguamento tariffario all’andamento inflattivo. In un momento in cui la scarsità di risorse dedicata al settore non consente di pensare ad obiettivi più ambiziosi, cerchiamo almeno di non minare ulteriormente la fiducia degli utenti nel trasporto pubblico. Nonostante infatti il Pnrr ponga l’obiettivo dello spostamento di almeno il 10 per cento del traffico dalle auto private al trasporto pubblico, con lo scopo anche di una riduzione dell’inquinamento ambientale, ad oggi ancora non vengono stanziate le risorse necessarie per raggiungere tale obiettivo. Quello che come Agenzia siamo riusciti a fare, per proteggere i passeggeri più fidelizzati, è toccare il meno possibile gli abbonamenti. In particolare siamo riusciti a non aumentare gli abbonamenti annuali per gli studenti, sia sull’urbano che sull’interurbano, e ad applicare minimi adeguamenti agli altri abbonamenti.”

Angela Ceresoli, Presidente Agenzia TPL

"Gli adeguamenti tariffari approvati dal Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia TPL rispecchiano nella forma e nella sostanza le indicazioni e le richieste che i Soci avevano avanzato. Con soddisfazione rimarco il fatto che sono state salvaguardate le categorie degli utenti che utilizzano con maggior intensità il trasporto pubblico, in particolare gli studenti. La Provincia pone sempre massima attenzione e sensibilità verso il servizio del Trasporto Pubblico proprio perché lo ritiene correlato ad altri servizi primari come la scuola e il lavoro e lo ha dimostrato anche in questo caso, stanziando nell'ultima variazione di bilancio ulteriori 250.000 € che serviranno quanto meno a tamponare i tagli di chilometri di tratte determinati dal caro energia
e dagli adeguamenti inflattivi. La difficoltà e la caparbietà messa in atto per reperire queste risorse, pur consapevoli non siano sufficienti a coprire tutte le esigenze e le necessità per un servizio adeguato, rappresentano un chiaro segnale di quanto la Provincia abbia a cuore il servizio di Trasporto Pubblico.”

Alessandro Colletta, Delegato Provinciale TPL

Il CDA ha saputo tradurre con efficacia l'indicazione di salvaguardare gli abbonamenti nel bacino urbano, ovvero i titoli più importanti per le famiglie, concentrando gli adeguamenti ai titoli usati dagli utenti occasionali. Il comune ha confermato anche quest'anno il contributo di oltre 3 milioni sul sistema Tpl (gomma più Teb), ma la situazione del sistema pubblico resta difficile, anche e soprattutto per l'inflazione e il caro carburante. Speriamo che dai livelli superiori e dal fondo nazionale trasporti possano giungere notizie positive nel corso dell'anno.”

Stefano Zenoni, Assessore Ambiente e Mobilità Comune di Bergamo

Sistema tariffario INTERURBANO - Tariffe in vigore dal 1 settembre 2023

Sistema tariffario AREA URBANA - Tariffe in vigore dal 1 settembre 2023

Titolo di viaggio mensile "Io viaggio - Trenocittà"- Tariffe in vigore dal 1 settembre 2023

Titolo di viaggio “Io Viaggio in famiglia”: Abbonamenti mensili e annuali scontati per il 2° figlio (sotto 18 anni) - Tariffe in vigore dal 1 settembre 2023

Incrementi anche a Napoli, Foggia e in altre città. Ma nel Lazio la nuova giunta regionale ha bocciato il ritocco già approvato

(pwi) Non è sicuro, ma è quasi certo. Sembra un ossimoro la decisione della Regione di dare il via libera a nuovi aumenti dei prezzi del trasporto pubblico, leggasi treni e bus, dal prossimo primo settembre.
«Atto dovuto, lo dice il regolamento, adeguamento all'inflazione», recita la delibera di giunta. In estrema sintesi, se secondo l'Istat il costo della vita nell'ultimo anno è cresciuto del 7,93 per cento, quello dei trasporti sarà più contenuto. Magnanimi.

Gli aumenti dei treni Nello specifico, fra un mesetto e mezzo le tariffe dei treni sono destinate a crescere del 4,01 per cento in quasi tutta la Lombardia, Bergamasca compresa. Per fare un esempio, i biglietti ordinari fra i cinquanta e sessanta chilometri (per capirci, quelli da Bergamo a Milano, i più utilizzati
dai pendolari) dovrebbero passare da 5 euro e ottanta a 6 euro (20 centesimi in più dell'anno scorso e 40 rispetto al 2021). Gli abbonamenti settimanali dovrebbero aumentare di un euro, passando da 26,50 a 27,50. Quelli mensili di 4 euro, da 93, a 97.

Mentre gli annuali dovrebbero crescere di 35 euro, passando da 892 a 927 euro. Adeguamenti di cui, vista la qualità del servizio, i pendolari sentivano certamente il bisogno. Saliranno, probabilmente, anche i biglietti "Io viaggio ovunque" che consentono spostamenti col treno e con i bus. La tariffa provinciale dovrebbe crescere di 4 euro. Quella regionale giornaliera di un euro. Quella settimanale di 2 euro e mezzo. Quella mensile di 6 euro. E quella annuale di 41 euro. E quelli degli autobus Lo "slancio di generosità" si tradurrà probabilmente in un aumento delle tariffe anche del trasporto su gomma.
Ancora non si conosce l'importo. Questione di giorni. Toccherà all'Agenzia di trasporto pubblico locale dare indicazioni sui bus in Bergamasca. Bella gatta da pelare per il nuovo direttore Marcello Marino, manager che entrerà in servizio a settembre. Il presidente Angela Ceresoli ha anticipato alla stampa che ci sarà un «piccolo ritocco». L'orientamento, ha spiegato, è quello di toccare il meno possibile gli abbonamenti, per evitare di pesare su famiglie con studenti. Fatti i conti, anche Atb si adeguerà. La decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane. Massimo aumento possibile 4,81 per cento. Fosse confermato in toto, il prezzo del biglietto singolo dei bus in città potrebbe salire da 1,50 a 1,60 euro.

Secondo il presidente di Atb, Enrico Felli, l'aumento è necessario, causa incremento dei prezzi dei carburanti e costi del personale. «O aumentano i fondi dalla Regione o aumentano i costi dei biglietti», ha detto lapidario. Sarà, ma di destra o di mancina, paga comunque Pantalone. La soluzione, secondo Felli, potrebbe essere differenziare i prezzi fra turisti e chi usa il bus per andare a lavorare. Lo fanno già a Venezia, dove i traghetti per i residenti costano meno. Ma che sia sufficiente a coprire i costi a Bergamo
è tutto da vedere. L'ultimo bilancio Atb Mobilità racconta di una società per azioni uscita con un risultato positivo di 29.099 euro al 31 dicembre 2022, in recupero dopo gli 1,7 milioni in rosso dell'anno precedente. A incidere sul risultato, l'incremento dei ricavi, in particolare della sosta. E la vendita di Tbso a Autoservizi Locatelli, per 2,8 milioni di euro. Ma è il fronte dei costi che piange.

Cresciuto di 1,1 milioni di euro causa inflazione, crisi energetica e prezzi dei carburanti, dicono da Atb. Eppure, in Italia, l'inflazione sembra non essere uguale per tutti. Chi paga l'inflazione A Roma e nel Lazio, per esempio, i prezzi dei servizi di trasporto pubblico non aumenteranno. Era previsto che dal 1 agosto passassero da 1.50 a 2 euro, ma la nuova giunta regionale ha detto no. Restano dunque invariati i biglietti Atac per bus e metro, così come per l'intero sistema Metrebus del Lazio Cotral. A Napoli i biglietti sono cresciuti di 20 centesimi a inizio anno. Lo stesso a Ferrara, con la corsa semplice a 1,50 euro. Come peraltro a Parma. Mentre a Foggia il biglietto semplice, pur cresciuto, costa 1 euro.

Ma il servizio?
E poi c'è la questione che preme di più agli utenti: il servizio. La settimana scorsa l'assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, di Fratelli d'Italia, ha scritto una lettera dai toni perentori a Trenord. L'attuale situazione «non è più sostenibile: ritardi, soppressioni e cancellazioni di treni già pronti a partire stanno crescendo di giorno in giorno». La Regione con grande sforzo economico - ha sottolineato -, ha acquistato 222 nuovi treni. Ma «è evidente che il rapporto di fiducia debba essere connotato da una reciproca soddisfazione, legata ai risultati ottenuti». Tradotto, se i risultati non arrivano, i vertici di Trenord (scelti dalla Lega) vanno cambiati. Per il servizio ferroviario la Regione pagherà a Trenord 542 milioni di euro nei prossimi dieci anni. Una novantina in più del contratto precedente. La riorganizzazione prevede, peraltro, possibili incrementi delle tariffe. Intanto si parte con gli aumenti di settembre. Che hanno fatto gridare, una volta di più, allo scandalo. «Con questo aumento la giunta Fontana offende i pendolari - dice il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella- e mostra chiaramente il suo disinteresse per il trasporto pubblico. In due anni biglietti e abbonamenti sono aumentati dell'8 per cento senza che ci sia stato alcun miglioramento del servizio.

Anzi, i disagi dei pendolari sono addirittura aumentati viste le 160 linee a bonus del 2022 e l'aumento spropositato delle penali dovute da Trenord per i disservizi. E questo è solo un assaggio. È sbagliato aumentare le tariffe, soprattutto pensando alle difficoltà delle famiglie già vessate dalla corsa all'inflazione». Difficile dargli torto.

“Articolo comparso su Prima Bergamo in data 14 luglio 2023 del giornalista Wainer Preda“

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